Devozione al Sacro Cuore e santuario della Madonna del Rosario
Devozione al Sacro Cuore e santuario della
Madonna del Rosario
Nel santuario della Madonna del Rosario di Pompei è
molto sentita la devozione al Sacro Cuore di Gesù per il
forte legame tra la città mariana e santa Margherita
Maria Alacoque, la suora francese vissuta nel XVII
secolo, apostola del Sacro Cuore, canonizzata in seguito
ad un miracolo avvenuto, per sua intercessione, proprio a
Pompei. Nel 1889 Bartolo Longo, il fondatore del
santuario, fu colpito da una forte febbre reumatica. Nellandare
a Napoli per farsi visitare, passò dal suo direttore
spirituale, il Padre Liguorino Giuseppe Maria Leone, che,
pregando davanti al SS.mo Sacramento, espresse un voto
per lui: se il Sacro Cuore di Gesù gli avesse prolungato
la vita fino al completamento del Santuario, egli avrebbe
eretto al suo interno un altare a Lui dedicato. Longo
ebbe salva la vita, ma non adempì subito al voto. Lanno
successivo, uno dei figli della contessa De Fusco,
cofondatrice del Santuario, fu colpito da un grave morbo.
Nessuna delle cure tentate diede frutto. Nel mese di
giugno a Bartolo Longo tornò in mente linvito di
Padre Leone, ne parlò con la contessa e decise di
obbedire: entro il mese di maggio dellanno
successivo avrebbe fatto edificare laltare al Sacro
Cuore di Gesù. Il mattino del 5 giugno, festa del Corpus
Domini, la De Fusco ebbe la visione della dolce figura
del Sacro Cuore di Gesù, con accanto la Beata
Margherita. Il Redentore, accennando a lei, fece
intendere alla contessa queste parole: «Voglio
che sia glorificata la Beata Margherita!». Nel
recarsi a visitare il figlio, le venne incontro il
cocchiere per comunicarle lavvenuta guarigione del
giovane. Il 7 maggio 1891, il Cardinale Raffaele Monaco
La Valletta consacrò laltare e benedisse il
quadro, dipinto dal sacerdote e pittore di Camerino,
Orazio Orazi, raffigurante il Sacro Cuore di Gesù e
Margherita Maria Alacoque, che si trova nella navata di
sinistra del santuario, ed è tuttora molto venerato. Un
altro avvenimento prodigioso ebbe luogo proprio nel
santuario il 17 ottobre 1896, festa liturgica della beata
Margherita (fino al Concilio Vaticano II), nella persona
della suora Dorotea Ersilia Cella.
Il 23 giugno 1900, a Pompei, la signora Luisa Agostini
Coleschi, colpita da una gravissima forma di mielite
spinale acuta, guarì istantaneamente dopo aver invocato
la beata Margherita. Fu proprio grazie a questo miracolo
che Margherita Maria Alacoque, apostola del Sacro Cuore,
fu canonizzata, il 13 maggio 1920.
Preghiera al Sacro Cuore di Gesù
O Cuore mansueto ed umile del Signore
Gesù!
Abisso di amore e sorgente di tutte le grazie!
Ti siamo grati per aver scelto Pompei
come luogo della tua divina misericordia
e porto sicuro per la fede insidiata da tante parti.
Ascolta ed esaudisci la nostra
preghiera:
salva coloro che beneficano il Santuario di Pompei;
illumina il mondo e le anime a Te consacrate
e fa che viviamo in continua riparazione
dei nostri peccati e di quelli dei fratelli.
O Cuore generoso e compassionevole del
Signore,
Santuario di pace e sorgente di ogni consolazione,
fornace di Carità e porto del Paradiso,
per intercessione di S. Margherita M. Alacoque
concedici quanto ti chiediamo (...)*. Amen.
*Qui si domanda al Sacro Cuore di Gesù una grazia
particolare. Al termine della preghiera si recita per tre
volte il Gloria e la
giaculatoria:Dolce
cuor del mio Gesù, fa chio tami sempre
più.
NB: Questo testo è un libero
adattamento dellomonima preghiera scritta da
Bartolo Longo.
Promesse della
Madonna fatte (a San Domenico e al beato
Alano de la Roche) per la recita del
Santo Rosario:
1)
Chi Mi servirà fedelmente recitando il Rosario
riceverà grazie particolari.
2) Prometto la Mia speciale protezione e le
grazie più grandi a tutti coloro che reciteranno
il Rosario.
3) Il Rosario sarà una potente difesa contro
l'inferno, distruggerà il vizio, diminuirà il
peccato e sconfiggerà le eresie.
4) Il Rosario farà fiorire le virtù e le opere
buone; otterrà per le anime l'abbondante
misericordia di Dio; allontanerà dal cuore degli
uomini l'amore per il mondo e per le sue vanità
e lo innalzerà al desiderio delle cose eterne.
Oh, che le anime si santifichino con questi
mezzi.
5) L'anima che si raccomanda a Me attraverso la
recita del Rosario non perirà.
6) Chi reciterà il Rosario devotamente
applicandosi alla considerazione dei suoi sacri
misteri non sarà mai colpito dalla sfortuna.
Dio, nella Sua giustizia, non lo castigherà e
non sarà colpito da morte improvvisa; se è un
giusto, rimarrà in grazia di Dio e diverrà
degno della vita eterna.
7) Chi avrà una sincera devozione per il Rosario
non morirà senza i Sacramenti della Chiesa.
8) Coloro che recitano con costanza il Rosario
avranno durante la loro vita e al momento della
morte la luce di Dio e la pienezza della Sua
grazia; al momento della morte parteciperanno dei
meriti dei Santi in Paradiso.
9) Io salverò dal Purgatorio coloro che sono
stati devoti al Rosario.
10) I figli fedeli del Rosario avranno
grandissima gloria in Paradiso.
11) Attraverso la recita del Rosario otterrete
tutto quanto Mi chiederete.
12) Tutti coloro che diffonderanno il Santo
Rosario saranno da Me aiutati nelle loro
necessità.
13) Io ho ottenuto dal Mio Divino Figlio che
tutti i sostenitori del Rosario avranno come
intercessori l'intera Corte Celeste durante la
loro vita e nell'ora della morte.
14) Tutti coloro che recitano il Rosario sono
Miei figli e fratelli del Mio unico figlio Gesù
Cristo.
15) La devozione al Mio Rosario è un grande
segno di predestinazione.
La
Santissima Vergine Maria rivelò al beato Alano
della Rupe che non appena san Domenico predicò
il Rosario, i peccatori induriti furono commossi,
piansero amaramente le loro colpe e perfino i
ragazzi fecero incredibili penitenze ...
Tratto
da: "Il Salterio di Gesù e di
Maria" del beato Alano della Rupe:
O Reverendissimo Padre in Cristo, la Santissima
Trinità assicura ai peccatori il pentimento per
mezzo del Salterio della Vergine Maria.
Si dice Salterio da salmodiare, e coloro che per
mezzo di esso servono Dio e Maria Vergine si
dicono Salmodianti. Esso deriva dal Salterio di
Davide, che fu una prefigurazione dellAngelica
Salutazione. Infatti i Cantici dellAntica
Alleanza prefigurarono, secondo SantAmbrogio,
la Nuova Alleanza.
A qualcuno sembra giustamente che esso derivi dal
sale della Divina Sapienza, poiché lOrazione
del Signore (Pater) e la Salutazione Angelica
(Ave Maria) sono in certo qual modo le due saline
della Sapienza di Dio, con le quali le
menti dei fedeli sono asperse di sale.
Nello stesso tempo, etimologicamente e
teologicamente, il Salterio dona dieci
enormi risultati ( benefici ), che i
Salmodianti devoti ricevono da Cristo e da Maria
Vergine. Infatti:
P. ai peccatori
assicura il pentimento.
S. gli assetati dona
lacqua a sazietà.
A. ai prigionieri apporta la
liberazione. L. a chi piange dona la letizia.
T. a chi è nella tentazione
concede tranquillità. E. a chi è nel bisogno dona
abbondanza. R. ai religiosi porta il rinnovamento. I. a gli inesperti infonde
lesperienza. V. ai vivi fa vincere la
solitudine. M. ai morti concede misericordia
con il suffragio.
Ho sperimentato che queste cose sono reali e
veritiere, e ci sono pure altri segni e prodigi:
1. Veramente questo Salterio è un cielo stellato
con le centocinquanta stelle più importanti
degli astronomi; E il Paradiso delle
delizie di Dio, adorno di rose e di
centocinquanta ghirlande di rose; infatti, le
Salutazioni sono proprio le Rose Angeliche e ogni
cinquantina è chiamata Rosario
della Vergine o Corona. E
lAlbero della vita e della
scienza con centocinquanta
Angelici Frutti, nei quali, sono contenute tutte
le grazie, le quali, siamo certi, provengono da
Cristo e da Maria Vergine, come lei stessa
talvolta ha rivelato.
Perché
nel Salterio ci stanno quindici Orazioni del
Signore (Pater)?
A motivo della visione avuta da San Bernardo, il
quale apprese per divina rivelazione che, chi
ogni giorno, per un intero anno, avrà detto
quindici Pater noster, egli
eguaglierà il numero delle ferite della Passione
di Cristo. Le quali tutti i Cristiani devono
onorare sommamente ed adorare. Infatti, nella
Passione del Signore sono quindici i dolori
principali che i Cristiani devono contemplare con
venerazione: 1. La Cena dolorosa. 2. La cattura
penosa. 3. Loltraggioso schiaffo nella casa
di Anna. 4. La derisione e la condanna nellodiosa
casa di Caifa. 5. Il trascinamento con grida di
Cristo a Pilato. 6. Lingiuriosa derisione
di Cristo presso Erode. 7. La flagellazione
sanguinosa di Cristo. 8. Lincoronazione di
spine. 9. La blasfema derisione da parte dei
soldati. 10. La condanna vergognosa. 11. Il
carico faticoso della Croce. 12. La crocifissione
dolorosa. 13. Il colloquio virtuoso di Cristo
sulla Croce. 14. La straziante morte di Gesù.
15.La sepoltura gloriosa del
Signore.
II.
In verità questi dolori sono ad uno ad uno di
così grande valore che, come il Signore Gesù
rivelò alcune volte a San Bernardino e a Santa
Brigida, ciascuno di essi supera di gran lunga
tutto il valore del mondo intero e delluniverso
creato. Per questo è giusto e cosa più sacra
che i cristiani ricordino e venerino essi nelle
quindici Orazioni del Signore nel Salterio. Dal
momento che, questa preghiera fu consegnata agli
Apostoli da parte del Signore Gesù (Mt.6).
San
Bernardo, dilettissimo Sposo di Gesù e di Maria,
pregava a lungo e molto Gesù, nella compassione
a Cristo sofferente, per poter conoscere, quale
cosa era maggiormente necessaria per conformarsi
a Cristo, e, tra tutti, egli spiccò per essere
amorevolissimo nella riverenza (a Gesù
sofferente). Egli toccò le stesse (piaghe) della
Passione del Signore, così che durante lestasi,
con labbondanza della mente, vide Cristo,
con quel viso e quel volto, con cui era stato
quando venne condotto a morte. Uno spettacolo
compassionevole e lacrimevole, anche per i sassi!
Poi San Bernardo, che piangeva insieme a tutti,
udì una voce: Bernardo mio, aiutami che
soffro tante pene per te. Egli, accorrendo,
prendeva la Croce sulle spalle: Permetti, o
Signore, che io soffra questa cosa, disse.
E a lui il Signore: Chiunque ama
portare la Croce insieme a me, reciti ogni giorno
per me che soffro, quindici Pater e Ave, per un
anno intero, ed avrà compiuto il numero delle
mie ferite. Il
numero sarebbe circa cinquemilaquattrocentosettantacinque.
Brano
tratto dal "Il Salterio di Gesù e
Maria" del beato Alano della Rupe:
Un
Certosino, molto devoto alla gloriosissima Madre
di Dio, era anche amabile, per il fatto che ogni
giorno nei tempi appropriati recitava devotamente
il Salterio della sempre Gloriosissima Vergine
Maria con alcune meditazioni alla medesima.
Perciò una volta, mentre dopo lOra di
Compieta, avendo completato con le sue assai
devote meditazioni col Salterio, subito i suoi
occhi erano pesanti per il sonno, ed egli rapito
in spirito per parecchio tempo, fu condotto ad un
palazzo regale e solenne, dove vide una
grandissima folla, agghindata con vari ornamenti.
Tra le altre cose vide il Re incoronato con tutti
i decori, al quale stavano vicini infiniti servi.
Era presente anche la stessa bellissima Regina
alla sua destra, che arrestava la destra di Dio,
piena di giavellotti infuocati e infiammati, il
quale alla maniera del lanciatore di giavellotti
aveva innalzato la mano dallalto verso la
terra. A lui la Regina dice: Non farlo, o
Figlio mio amatissimo, non farlo, ma perdona i
miseri peccatori, perché facciano penitenza. Allora
il Re rispose alla Regina. Forse che non sono
chiamato giusto in tutte le mie vie? Perché
dunque non farei giustizia? Forse che non vedi
quello che fa il mondo? Forse che liniquità
non ha supremazia in ogni situazione? Dunque, tu
non impedire lopera della giustizia. A lui
la Regina: Confesso la verità, o mio amatissimo
Figlio, ma forse la Misericordia non è stata
innalzata al di sopra di tutti i Cieli? E perciò
non potrai negare la Misericordia. Forse che non
è scritto: Quando sarai adirato, ti
ricorderai della Misericordia? Rispose il Re:
Dici il vero, perché voglio la Misericordia e
non la rigorosa Giustizia, ma nessuno chiede
Misericordia, dunque rettamente si fa Giustizia.
Rispose la Regina: Benché gli uomini non
domandino Misericordia, chiedono tuttavia che gli
sia data. E sai che la carne umana è stata
propagata dalla materia corrotta, perciò tende
sempre verso la corruzione, più che verso la
perfezione. E poiché non potrà risorgere, se
non mediante laiuto delle Grazie. Perciò
io, che sono detta Madre della Misericordia e
delle Grazie, in nessun modo potrò negarla,
perché ne sono Piena, la quale pienezza prima
della tua concezione lAngelo mi annunciò,
dicendo: Ave, o Piena di Grazia, il Signore è
con Te. Effonderò dunque la medesima
pienezza della Grazia nei miseri che ne hanno
bisogno. Ti chiedo di voler accogliere questa mia
sola richiesta. Rispose il Re alla madre: Chiedi
e il figlio non ti nega nulla. Allora la Madre
Regina dice: Benché, o Figlio mio, tutto il
mondo dalla testa fino ai piedi languisca e non
ci sia sanità dal più grande sino al più
piccolo, e benché la tua Santa Chiesa Cattolica
corra molto rischio, e si regga su membra
contaminate, tuttavia io, Madre delle Grazie,
spargerò una sola piccola Grazia nel mondo come
un dolce medicamento, perché chiunque lo prenda,
e lo usi nel modo dovuto, e sia risanato del
tutto. E aggiunse la Regina dicendo: Ecco è
questuomo, che con uno speciale servizio mi
suole venerare in tre cinquantine di Ave Maria
e di quindici Pater Noster, nel
Salterio, e in esse suole devotamente meditare la
mia Concezione, la tua Incarnazione, la tua
Natività, lUmanità, la Vita, e la tua
Passione, e la mia Compassione fino alla tua
Morte; soprattutto sulla gioia della tua
Resurrezione. Ora dunque chiedo, che
chiunque reciterà il mio Salterio devotamente,
in ginocchio, con queste meditazioni, sia salvo e
non muoia di nessuna cattiva morte, né sia
oppresso da qualche altro pericolo, e allontana
per favore la tua indignazione da
lui.
Allora il Re, deposti i giavellotti infuocati e infiammati, abbracciò la Regina, dicendo: O Madre
amatissima, non è possibile negarti lopera di salvezza, perché tutte queste cose che racconti, sono stati i principi della salvezza.
Chiunque dunque compierà devotamente e senza peccato mortale quelle cose, così come chiedi, avrà da me Misericordia, Grazia e Vita Eterna. E
potrai concedere anche tu ai tuoi servi, nel servizio del tuo Salterio, e a quelli che ti servono nelle meditazioni del medesimo, ogni
Grazia con benigno favore, qualunque essa sia che tu chiederai. Dette queste parole la Regina abbracciò il Re molto affettuosamente, e
inchinandosi umilmente, si sedeva di nuovo accanto al Re su un trono dorato, vicino a molti Cori di Santi. E subito lo Spirito di questuomo
ritornò presso il corpo. E quel buon uomo, come se si fosse addormentato in un sonno pesante, si
svegliava e meditava nella mente questa visione. Ed ecco in unora del mattino, quando già di nuovo aveva terminato con le consuete
meditazioni, la prima cinquantina del Salterio della Gloriosa Vergine Maria, gli apparve la Beata Vergine Maria visibilmente nella massima
luminosità. Avendola vista, quel frate si turbò molto. A lui la Beata Vergine Maria disse: Amico, non temere, sono (disse) quella Regina che questa
notte hai visto in spirito. Ecco hai visto allora il potente Re tenere i giavellotti infuocati ed infiammati, hai visto anche me trattenere la sua
mano pronta a scagliarli in terra. Tu dunque ascolta diligentemente, e compi le cose che ti ordinerò, e salverai con te molti, che
altrimenti sarebbero in gran pericolo. Attraverso quei giavellotti infuocati e fiammanti che hai
visto nella mano del Re, sono state disposte varie piaghe molto orribili, con le quali mio Figlio molto giustamente, a causa dellenormità
dei peccati, ha stabilito di colpire il mondo. Ma io, che sono chiamata la Madre delle Grazie e della Misericordia, ho trattenuto la sua mano
affinché non facesse questo nel furore della sua indignazione, ed ho ottenuto Misericordia. Tu dunque in quel modo in cui suoli venerarmi nel
mio Salterio, non rimandare più a lungo presso di te, ma insegnalo in pubblico con gli scritti e a parole.
Sappi,
dunque, che benché vi sia una quantità di indulgenze date al mio Rosario, Io lo arricchirò ancor di più ad ogni cinquantina di Ave Maria in
favore di coloro che lo reciteranno senza peccato mortale, devotamente in ginocchio, e chiunque persevererà nella devozione del Santo Rosario
con queste parti e meditazioni, Io gli otterrò,per ricompensa di questo buon servizio, piena
remissione della pena e della colpa di tutti i suoi peccati alla fine della vita. E questo non ti sembri incredibile; mi è facile, giacchè
sono la Madre del Re dei cieli, che mi chiama la piena di grazia, e, essendone ricolma, ne distribuirò ampiamente ai miei cari figli.
Un giorno Gesù disse al beato Alano: Se
questi miserabili peccatori recitassero spesso il
Mio Rosario parteciperebbero ai meriti della mia
passione e, come loro avvocato, placherei la
divina giustizia.
Lo
stesso beato Alano riporta al capitolo 69 del suo
salterio, che una religiosa molto devota al
Rosario apparve dopo la sua morte a una delle sue
consorelle e le disse: Se io potessi
ritornare nel mio corpo e dire soltanto unAve
Maria, sia pure senza molto fervore, per aver il
merito di questa preghiera sopporterei volentieri
di nuovo tutti i dolori che io ho sofferto prima
di morire.
Dal "Dialogo della Divina Provvidenza" di Santa Caterina da Siena: Alla quale (la SS.ma Vergine Maria), per riverenza del Verbo è dato questo dalla Mia Bontà: che chiunque, giusto o peccatore, l'abbia in debita riverenza non sarà preso né divorato dal demonio infernale. Ella è come un'esca posta dalla Mia Bontà per prendere le creature dotate di ragione.
Il
reverendo padre dOrland riferisce che la
Santa Vergine disse un giorno al venerabile
Domenico, certosino di Treviri nellanno
1431, devoto al Santo Rosario: Tutte le
volte che un fedele recita il Rosario con le
meditazioni dei misteri della vita e della
passione di Gesù Cristo in stato di grazia, egli
ottiene piena e intera remissione dei suoi
peccati.
Santa
Teresa del Bambin Gesù diceva:
Col Rosario si può
ottenere tutto. Secondo una graziosa immagine,
esso è una lunga catena che lega il cielo alla
terra; una delle estremità è nelle nostre mani
e laltra in quelle della Santa Vergine.
Finchè il Rosario sarà recitato, Dio non potrà
abbandonare il mondo, perché questa preghiera è
potente sul suo cuore. Essa è come il fermento
che può rigenerare la terra. La dolce Regina del
Cielo non può dimenticare i suoi figli che,
senza interruzione, ripetono le sue lodi. Il
Rosario sale come incenso ai piedi dellOnnipotente.
Maria lo rinvia subito come una benefica rugiada,
che viene a rigenerare i cuori. Non cè
preghiera che sia più gradita a Dio del Rosario.
Fatima
1917.
Racconta
Lucia: Dalle mani congiunte allaltezza
del petto, le pendeva un grazioso Rosario
terminante in una croce doro.
Lucia le chiese se Francesco andrà in Cielo, la
Madonna rispose: Vi andrà pure lui, ma prima
dovrà recitare tanti Rosari.
La
Madonna a Ghiaie di Bonate (BG) disse alla
piccola Adelaide Roncalli: La
preghiera a me più gradita è lAve Maria.
Padre
Pio da Pietralcina diceva:
Recitate
sempre il Rosario e bene. Satana mira a
distruggere questa preghiera, ma non ci riuscirà
mai; è la preghiera di Colei che trionfa
su tutto e su tutti!.
San Pio da Pietralcina raccontava, con una certa
frequenza, questo suo sogno, che forse era stata
una visione: Stavo pregando nel Coro,
quando udii urla minacciose, bestiemme orribili,
grida furenti Mi affacciai alla finestra e
vidi nel piazzale sottostante una grande folla di
uomini armati fino ai denti Con voce
potente gridavano che volevano distruggere padre
Pio, la Chiesa, la religione Cattolica. Subito
puntai contro di loro la mia arma (la corona del
Rosario). Ed ecco, tutti gettati a terra, tutti
tramortiti.
Medjugorje
1981.
Racconta padre Jozo: Terminata la
Santa Messa, mi sento tirare il camice dal
chierichetto: era Jacov che disse di avere un
messaggio da dire a tutta la gente. Misi Jacov al
microfono e lui disse: - La Madonna vuole
che si preghi con il Rosario -.
Forse
non tutti sanno che:
quando nel 1945 fu sganciata la bomba atomica su
Hiroshima, una piccola comunità di otto padri
gesuiti, situata in una canonica distante solo
otto blocchi di case dallo scoppio della bomba,
rimase illesa insieme alla casa, mentre non
scampò alcuna persona nel raggio di un
chilometro e mezzo dal centro dell'esplosione.
Una commissione di 200 scienziati ed esperti
indagarono per diversi anni sulle cause
scientifiche per cui la canonica e i padri
gesuiti non erano stati colpiti in mezzo alla
distruzione di ogni vita ... Non arrivarono a
nulla, poichè in quella casa c'era solo una cosa
diversa dalle altre: si recitava ogni
giorno il Rosario in comune!
Papa Leone XIII scrisse ben 14 encicliche sul Rosario
Intorno
al 1460 il beato Alano si trovava in Bretagna. Celebrando
una mattina la santa messa, giunto alla consacrazione,
vide Gesù Cristo in croce nell'ostia che gli diceva: "Alano
tu torni a crocifiggermi". Smarrito, il
religioso rispose: "Signore, come è possibile
che io commetta tanta scelleratezza?". Gli
rispose il Signore: "Tu mi crocifiggi con i tuoi
peccati d'omissione. Tu hai sapienza, ufficio e licenza
di predicare il Santo Rosario e non lo fai. Il mondo è
pieno di lupi e tu ti sei fatto un cane docile, incapace
persino di latrare. Ti giuro che, se non ti emendi, sarai
pasto dei miseri mortali". Così detto, gli fece
vedere le pene infernali ed i tormenti, cui erano
sottoposte le anime dannate. Soggiunse il Signore:"Hai
visto quelle pene? Quello sarà il tuo posto, se tarderai
ancora a predicare il mio Rosario. Va' ed io sarò con te
con tutta la corte del Paradiso contro quanti cercheranno
di ostacolarti". Il Beato Alano rimase vivamente
intimorito. Poi ebbe una seconda visione, che lo
rincuorò e gli diede nuova speranza. Il giorno
dell'Assunzione stava pregando, quando il Signore si
compiacque fargli conoscere quel che voleva da lui. Vide
la Santissima Vergine entrare in Paradiso col suo
Figliolo e tutti gli spiriti angelici prostrarsi dinnanzi
a Lei salutandola con le parole "Ave
Maria". Vide gli angeli suonare strumenti
quasi a forma di Rosario e cantare "Ave
Maria" ed un altro coro rispondere "Benedicta
tu in mulieribus". Gli spiriti celesti
offrivano il Rosario alla Vergine in gruppi di 150 per
volta. Uno di loro disse al Beato Alano: "Questo
numero è sacro. E presente nell'arca di Noé, nel
tabernacolo di Mosé, nel tempio di Salomone, nei salmi
di David, nei quali è raffigurato Cristo e Maria. Con
questo numero si compiace Dio di essere lodato ed
affinché tu predichi il Rosario il Signore ha voluto
farti constatare quanto gli sia gradito".
Lo avvertì poi che era necessario predicare al mondo
questa devozione, perché tanti erano i mali che lo
sovrastavano. Ma quanti avessero lodato Iddio in quel
modo ne avrebbero avuto grande giovamento; mentre coloro
che lo avessero disprezzato sarebbero stati compiti da
calamità. Vide ancora che i castighi minacciati al mondo
erano dovuti ai tre vizi capitali: lascivia, avarizia,
superbia. A tali vizi era rimedio il Rosario. Vide poi la
SS.ma Trinità incoronare Maria Imperatrice del Cielo, la
quale rivolta al Beato Alano disse: "Predica
quanto hai visto e sentito. E non temere perché io sarò
sempre con te e con tutti i devoti del mio Rosario".
Ed egli incominciò a predicare questa devozione,
ottenendo ovunque grandi frutti spirituali.
Splendida
visione avuta dal Beato ALANO Sposo novello di Maria
Vergine
Un
tale devoto della Beatissima sempre Vergine Maria nel
Salterio, in una grande festa della Vergine Maria, fu
rapito proprio in Cielo. Gli sembrava che da ogni parte
del mondo si udissero delle voci che molto terribilmente
gridavano: Vendetta, vendetta, vendetta per chi abita
in terra. Dopo ciò poi, vedeva che dal Cielo
uscivano come fiumi di fuoco sopra gli abitanti della
terra. E lì morì una smisurata moltitudine di uomini;
al grido poi di quelli che perivano, i rimanenti
cominciarono a chiedere aiuto. Improvvisamente dal Cielo
giunse una nave celeste, bianca e ornata di stelle con
molte ali, e questa volava in aria, in modo mirabile,
sopra le case. Era poi così gran dimensione che
innumerevoli avrebbero potuto entrare in essa. Che cosa
inoltre? Vedeva cinquanta da una parte della nave,
cinquanta dallaltra parte e cinquanta sopra il
tetto, i quali con secchie versavano acqua, estinguendo
un incendio davvero terribile, che divampava. Ma sulla
cima della nave come una protettrice stava una Signora,
tanto mirabile che non si può esprimere. LOcchio
di Dio circondava quella nave. Poi la Regina così parlò
agli uomini che erano in pericolo: O miseri figli
degli uomini, fate ricorso, affinché non moriate adesso
in questo diluvio. E come prima il mondo è
stato liberato dal diluvio dei peccati per mezzo della
Salutazione Angelica, così anche ora, venite a me per
mezzo della medesima Salutazione. Cosa
inoltre? Vedeva che tutti quelli che accettavano questa
Salutazione, ricevevano aiuto. Venivano poi delle colombe
bianchissime, che li portavano verso larca. E la
Beatissima Maria faceva per loro un grande convito con
cibi di totale piacevolezza e col vino divino dellebbrezza.
In seguito a tali fatti, questa Signora ordinò ciò agli
Angeli delle tre cinquantine, che spegnevano lincendio
su un monte altissimo, ed in brevissimo tempo, questi
edificarono una città di meravigliosa grandezza con
centocinquanta torri, dove tutti gli oranti del Salterio
della Vergine Maria furono condotti per essere preservati
dallincendio, da cui oggi è divorato quasi tutto
il mondo in ogni stato. E dice lassai benigna
Maria: Come quelli che disprezzarono la Nave di
Noé, perirono tutti nel diluvio, così tutti quelli che
disprezzano me ed il mio Salterio, negli ultimi tempi
certamente periranno in esso.
Rivelazione completa della TERZA PARTE DEL SEGRETO DI FATIMA al Gruppo dell'Amore della SS. Trinità
Petizione per il 5° dogma di MARIA CORREDENTRICE da scaricare e inviare
"Catechesi sulla Santa Vergine" del card. Charles Journet: Maria Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie
Il Santo Rosario vessillo di
salvezza
Rivelazione
di Gesù al beato Alano sul Vessillo della salvezza o
della dannazione (tratto da "Il
Salterio di Gesù e Maria" del beato Alano della
Rupe)
Sappi,
e con sicurezza comprendi, ciò che tu, agli altri, devi
anche manifestare senza indugio: ciò che è segno
probabile e vicino alla dannazione eterna: avere in
orrore, provar noia e trascurare la Salutazione Angelica
(Rosario), capace di rinnovare tutto il mondo. Per chi
poi ha questa devozione, essa sarà il segno grandissimo
della disposizione e della designazione alla gloria. Per
questo, chi mi si rivolge con questa Salutazione, mi si
rivolga sempre: fino a che non giunga presso di me in
Paradiso.
Perché
nel Salterio ci sono centocinquanta Salutazioni (Ave
Maria)?