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Sacro Cuore


Devozione al Sacro Cuore

Devozione al Sacro Cuore - SACRO CAPO di GESU'

Festa del Sacratissimo Cuore di Gesù: Venerdì dopo la domenica del Corpus Domini.

La festa del Sacro Cuore di Gesù è stata voluta da Gesù stesso rivelando la sua volontà a S. Margherita Maria Alacoque.

- La festa insieme alla Comunione Riparatrice
- l’ Ora Santa
- la Consacrazione
- la Comunione Riparatrice dei primi venerdì di nove mesi consecutivi
- la venerazione dell’immagine del Sacro Cuore,

costituiscono le pratiche che Gesù stesso ha richiesto alle anime tramite l’umile Suora come forme di amore e riparazione al suo Sacratissimo Cuore.

Così ella scrive nella sua autobiografia, nell'ottava della festa del Corpus Domini del 1675: “Una volta, in un giorno dell'ottava, mentre ero da­vanti al santo Sacramento, ricevetti dal mio Dio grazie straordinarie del suo amore e mi sentii tocca­ta dal desiderio di ricambiarlo in qualche modo e di rendergli amore per amore. Lui mi disse: «Non puoi darmi amore più grande che fare quanto già tante volte ti ho chiesto». Allora, rivelandomi il suo Cuo­re divino, aggiunse: «Ecco questo Cuore che ha tan­to amato gli uomini, che non si è mai risparmiato, fino a spossarsi e a consumarsi al fine di testimoniar loro il suo amore. Per riconoscenza ricevo dalla maggior parte degli uomini solo ingratitudini, irrive­renze e sacrilegi, insieme alla freddezza e al disprez­zo che mi usano in questo sacramento d'amore. Ma ciò che mi è ancora più doloroso è che, a trattarmi così, siano cuori che mi sono consacrati. Perciò ti chiedo che il primo venerdì dopo l'ottava del santo Sacramento sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore. In quel giorno ti comuniche­rai e gli tributerai un'ammenda d'onore, per ripara­re le indegnità che ha ricevuto durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari. Ti prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere abbondantemente le grazie del suo divino amore su coloro che Gli renderanno quest'onore e procureranno che anche altri glielo rendano».

In altre circostanze, fece sapere alla santa che voleva essere onorato dal re Luigi XIV, con l'apposizione del suo Divin Cuore sugli stendardi del regno - richiesta che rifece a Claire Ferchaud due secoli più tardi.

 

Il giorno della festa del Sacratissimo Cuore di Gesù, come richiesto dallo stesso Signore a S. Margherita occorre assistere alla S. Messa e ricevere la S. Comunione in spirito di riparazione e fare uno o più atti di riparazione per le offese che il Divin Cuore di Gesù riceve dagli uomini, in particolare le offese, gli oltraggi e irriverenze verso il Santissimo Sacramento. Nostro Signore chiese anche alla santa di passare un'ora in preghiera nella notte da giovedì a venerdì (Ora Santa), "per pacificare la collera divina, chiedendo misericordia per i peccatori, e per addolcire in qualche modo l'amarezza che io sentivo dall'abbandono dei miei apostoli".

Le «dodici promesse del Sacro Cuore » che il Signore rivelò alla Santa (la 12° è detta anche la Grande Promessa):

1. Ai devoti del mio Sacro Cuore, darò tutte le grazie e gli aiuti necessari al loro stato (Lettera n. 141).

2. Stabilirò e manterrò la pace nelle loro famiglie (Lettera n. 35).

3. Li consolerò in tutte le loro afflizioni (Lettera n. 141).

4. Sarò per loro sicuro rifugio in vita e soprattutto nell’ora della morte (Lettera n. 141).

5. Spargerò abbondanti benedizioni su tutte le loro fatiche e imprese (Lettera n. 141).

6. I peccatori troveranno nel mio Cuore l'oceano e la sorgente infinita della mia misericordia (Lettera n. 132).

7. Le anime tiepide diventeranno ferventi con la pratica di questa devozione (Lettera n. 132).

8. Le anime ferventi saliranno rapidamente ad un’alta perfezione (Lettera n. 132).

9. La mia benedizione rimarrà nei luoghi in cui verrà esposta e venerata l’immagine del Sacro Cuore (Lettera n. 35).

10. A tutti coloro che opereranno per la salvezza delle anime, darò la grazia di poter convertire i cuori più induriti (Lettera n. 141).

11. Le persone che diffonderanno questa devozione avranno i loro nomi scritti nel mio Cuore e non verranno mai cancellati (Lettera n. 141).

12. Io ti prometto nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno al PRIMO VENERDI’ del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro asilo sicuro in quell’ora estrema. (Lettera n. 86).

Alcune promesse meglio esplicitate dagli scritti di santa Margherita:
"Egli mi ha rassicurato che il piacere di essere amato, conosciuto, onorato, è così grande che -se non m'inganno- mi ha promesso che tutti coloro che gli saranno devoti e consacrati, non periranno mai".

 

La nona promessa: "io benedirò le case in cui l'immagine del mio Cuore sarà esposta e onorata". Il culto dell'immagine del Cuore di Gesù è infatti il mezzo scelto da Lui per richiamare agli uomini il Suo amore e attrarli con la forza della sua bontà. "Mi ha assicurato, dice S. Margherita Maria, che Egli prendeva un singolare piacere di essere onorato sotto la figura di questo Cuore di carne, di cui voleva l'immagine esposta in pubblico, allo scopo di toccare il cuore insensibile degli uomini, promettendomi che Egli diffonderebbe abbondantemente sul cuore di coloro che lo onoreranno tutti i tesori di grazia di cui è pieno, e che dovunque questa immagine sarà esposta per essere particolarmente onorata, essa vi attirerebbe ogni sorta di benedizioni".

 

Nella seconda lettera al padre Croiset precisa quali condizioni sono necessarie per ricevere le grazie che sgorgano dalla devozione al culto al Cuore di Gesù. Non basta appendere al muro una immagine, ma bisogna per ricevere i tesori del suo Cuore suscitare disposizioni nel proprio animo guardandola con fiducia e amore. Poiché Egli è la sorgente di ogni benedizione, Egli le riverserà largamente in tutti i luoghi dove l'immagine del suo Cuore sarà onorata, perché il suo amore lo spinge ad elargire il tesoro delle sue grazie nelle anime di buona volontà, cercando i cuori vuoti per riempirli della soave unzione della sua ardente carità e consumarli in Lui; vuole spiriti umili e sottomessi con il desiderio di compiere il suo beneplacito.

 

La seconda promessa: "Metterò la pace nelle loro famiglie". Nella medesima lettera al padre Croiset c'è un testo che tratta della carità, della pace, della riconciliazione nelle famiglie e nelle comunità.

"Inoltre Egli con la devozione al Sacro Cuore riunirà le famiglie divise e proteggerà quelle che si troveranno in qualche necessità, Egli spargerà questa soave unzione della Sua carità in tutte le comunità religiose in cui sarà onorato e che si metteranno sotto la Sua speciale protezione; Egli terrà tutti i cuori riuniti per farne un cuor solo con il Suo, allontanerà i castighi della divina giustizia rimettendoli in amicizia con Lui quando l'avessero perduta".

 

La quarta promessa: "Io sarò il loro rifugio sicuro durante la vita, particolarmente nell'ora della morte". L'onore reso al Cuore di Gesù con una vita conforme ai disegni del Suo amore avrà come ricompensa una speciale assistenza del Salvatore al momento della morte.

 

I testi che fondano queste promesse insistono sulla condizione: aver onorato il Cuore di Gesù durante la vita. L'impegno formale di una speciale assistenza nell'ora della morte, è preso da Nostro Signore verso coloro che Gli sono "devoti e consacrati".

Così dichiara nella lettera al padre Croiset: "Egli promette a tutti coloro che si consacreranno a Lui per darGli questo piacere di renderGli e procurarGli tutto l'onore, la gloria, l'amore possibile, che non li lascerà perire, ma sarà asilo sicuro contro ogni insidia dei loro nemici, soprattutto nell'ora della loro eterna salvezza, impegnandosi a santificarli, a renderli grandi davanti all'Eterno Padre, nella misura che si avrà nel dilatare il regno del Suo amore nei cuori".

 

La grande promessa

 

Fra le pratiche che onorano il Cuore di Gesù una di esse, la comunione riparatrice del primo venerdì del mese, beneficia di una garanzia speciale -la grande promessa- quella cioè non solo di soccorso particolare nell'ora della morte, ma della perseveranza finale.

 

La si trova riportata nella lettera a Madre De Saumaise. Ecco le sue parole: "Un giorno, di venerdì, durante la S. Comunione Egli disse queste parole alla sua indegna schiava, se essa non s'inganna: "Io ti prometto nella eccessiva misericordia del mio Cuore, che il mio amore onnipotente accorderà a tutti quelli che si comunicheranno per nove primi venerdì` del mese consecutivi, la grazia della penitenza finale, non morranno nella mia disgrazia né senza ricevere i loro sacramenti rendendosi il mio divin Cuore sicuro asilo nell'ultimo momento"

 

Questa formidabile promessa, veramente straordinaria è la sola in cui S.Margherita Maria trasmette con uno stile diretto le parole di Cristo. Ella lo fa con scrupolo, temendo d'ingannarsi sulle parole usate dal Salvatore.

E' un vero impegno di Nostro Signore; perfettamente corrispondente al disegno di Cristo che manifesta il suo Cuore a Paray-le-Monial per "strappare gli uomini dall'abisso della perdizione". Si coglie così lo stretto legame che unisce tra loro le promesse autentiche di Paray, in un'unica linea direttrice.



“Ho una sete ardente di essere onorato dagli uomini nel santissimo Sacramento: ma non trovo quasi nessuno che si adoperi ad estinguere la mia sete e corrisponda al mio amore” Gesù a S. Margherita

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Atto di riparazione scritto da Sua Santità Pio XI per essere recitato pubblicamente nelle chiese nella festa del Cuore sacratissimo di Gesù

Si concede l’indulgenza parziale al fedele che recita piamente questo atto di riparazione

(L'indulgenza è plenaria se lo si recita pubblicamente nella solennità del Sacro Cuore di Gesù)

Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblio, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi, prostrati innanzi a te, intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l'amantissimo tuo Cuore. Memori però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità, e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che, errando lontano dalla via della salute, ricusano di seguire te come pastore e guida, ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del battesimo, hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge. E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l'immodestia e le brutture della vita e dell'abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro te e i tuoi santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l'ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi onde è profanato lo stesso sacramento dell'amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da te fondata. Ed oh potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto come riparazione dell'onore divino conculcato, noi ti presentiamo, accompagnandola con le espiazioni della Vergine tua madre, di tutti i santi e delle anime pie, quella soddisfazione che tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari, promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l'aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l'indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l'innocenza della vita, l'osservanza perfetta della legge evangelica, specialmente della carità, e di impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di te, e di attrarre quanti più potremo alla tua sequela. Accogli, te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per l'intercessione della beata Vergine Maria riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua obbedienza e nel tuo servizio fino alla morte con il gran dono della perseveranza, mediante il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Ammenda d’onore al Sacro Cuore di Gesù

Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e che dalla maggior parte di essi, e spesso da quelli che Egli ha prediletti, non riceve che ingratitudini ed oltraggi!

Noi abbiamo sentito, o Signore i vostri gemiti e le vostre afflizioni. Voi stesso avete rivelato a S. Margherita Maria, discepola del vostro Cuore, che quest’ ingratitudine vi arreca maggior dolore di tutti i patimenti della vostra Passione. Se almeno, come dicevate, gli uomini che tanto amate vi ricambiassero anche solo in parte del vostro amore, Voi stimereste come un nulla tutto quello che avete sofferto per essi.

Noi vogliamo fin d’oggi, o Signore rendervi questo ricambio d’amore, procurando al vostro tenerissimo Cuore un qualche sollievo con la compassione dei nostri cuori riconoscenti. Oh. Potessimo anche noi vivere quella perfetta vita d’immolazione, d’abbandono e di amore, che il vostro Cuore così ardentemente desidera!

Con Maria Maddalena, noi vogliamo spargere sui vostri piedi e sul vostro Sacratissimo Capo unguenti fragranti d’amore e di devozione.

Con Santa Veronica noi ardentemente desideriamo consolarvi di tutti gli oltraggi da cui siete tanto amareggiato. Con la vostra SS. Madre, con San Giovanni e con tutti i vostri devoti e fedeli amici del Calvario vogliamo risarcirvi dell’ abbandono in cui vi lasciano tante anime a Voi care.

Oh, potessimo con nostro zelo apostolico condurre a Voi tutti i cuori degli uomini!

Amato sia dappertutto il Sacro Cuore di Gesù!

Sia lodato, ringraziato e consolato dappertutto ora e sempre il Cuore adorabile di Gesù! Così sia.

Genuflessi umilmente innanzi a Te, o Sacro Cuore di Gesù, rinnoviamo la no­stra consacrazione per riparare tutti gli oltraggi con un accrescimento di fedel­tà e d'amore.

Quanto più si bestemmieranno i tuoi santi misteri, tanto più noi li crederemo.

Quanto più l'empietà si sforzerà di ra­pirci le nostre immortali speranze, tanto più spereremo in Te, unica speranza degli uomini.

Quanto più i cuori ingrati resisteranno alle tue divine attrattive, tanto più noi ti ameremo, o Cuo­re amatissimo di Gesù.

Quanto più sarà oltraggiata la tua Divi­na Maestà, tanto più noi la adoreremo.

Quanto più le tue sante leggi saranno dimenticate e trasgredite, tanto più con diligenza le osser­veremo.

Quanto più le tue adorabili virtù saran­no disconosciute, tanto più ci sforzeremo di prati­carle, o Cuore modello di ogni virtù.

Quanto più i Sacramenti saranno di­sprezzati e abbandonati, tanto più li riceveremo con amo­re e con rispetto.

Quanto più l'inferno si adoprerà per la rovina delle anime, tanto più ci infiammeremo del desiderio della loro salvezza.

Quanto più il sensualismo e l'orgoglio tenderanno a distruggere l'abnegazio­ne e lo spirito di dovere, tanto più ci affezioneremo alla mortificazione e allo spirito di sa­crificio.

Quanto più la Tua e nostra cara Madre Maria sarà bestemmiata nei singolari privilegi di cui l'arricchisti, tanto più la onoreremo, invocan­dola Madre nostra e Vergine Im­macolata.

Quanto più la Chiesa e il Romano Pon­tefice saranno perseguitati e umiliati, tanto più li venereremo prestan­do loro fedelissima obbedienza.

Concedici, o Cuore di Gesù, di divenire tuoi veri discepoli e apostoli durante tutta la vita ed esser poi partecipi del­la tua gloria e del tuo gaudio nella bea­ta eternità. Amen.

Amore del Cuore di Gesù, infiamma il mio cuore.

Carità del Cuore di Gesù, diffonditi nel mio cuore.

Forza del Cuore di Gesù, sostieni il mio cuore.

Misericordia del Cuore di Gesù, perdona al mio cuore.

Pazienza del Cuore di Gesù, non ti stancare del mio cuore.

Regno del Cuore di Gesù, stabilisciti nel mio cuore.

Sapienza del Cuore di Gesù, illumina il mio cuore.

Volontà del Cuore di Gesù, disponi del mio cuore.

Zelo del Cuore di Gesù, consuma il mio cuore.

Vergine Immacolata, prega per noi il Sacro Cuore di Gesù.

Litanie del Sacro Cuore di Gesù (approvate da Leone XIII il 2 aprile 1899)

Signore pietà , Cristo pietà
Signore pietà, Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici
Padre celeste Dio
abbi pietà di noi

Figlio redentore del mondo Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità un solo Dio
abbi pietà di noi

 

Cuore di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre, abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria,
abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, sostanzialmente unito al Verbo di Dio, abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, maestà infinita,
abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tempio santo di Dio, abbi pietà di noi

 

Cuore di Gesù, tabernacolo dell'Altissimo, abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del cielo,
abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fornace ardente di amore, abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, fonte di giustizia e di carità,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, colmo di bontà e di amore,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù,
abbi pietà di noi

 

Cuore di Gesù, degnissimo di ogni lode, abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori
, abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, in cui si trovano tutti i tesori di sapienza e di scienza,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, in cui abita tutta la pienezza della Divinità,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, in cui il Padre si compiacque,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, desiderio della patria eterna,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, paziente e misericordioso,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, generoso verso tutti quelli che ti invocano,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, ricolmato di oltraggi,
abbi pietà di noi

 

Cuore di Gesù, propiziazione per i nostri peccati, abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, annientato dalle nostre colpe,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia,
abbi pietà di noi

 

Cuore di Gesù, fonte di ogni consolazione, abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, vita e risurrezione nostra,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra,
abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, vittima per i peccatori,
abbi pietà di noi

 

Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te, abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, speranza di chi muore,
abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, gioia di tutti i santi, abbi pietà di noi

 

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi

v. Gesù, mite ed umile di Cuore R. Rendi il nostro cuore simile al tuo!

 

Preghiamo:
0 Dio onnipotente ed eterno, guarda al Cuore del tuo dilettissimo Figlio e alle lodi e alle soddisfazioni che, in nome dei peccatori, ti assolve; e a coloro che invocano la tua misericordia, Tu concedi, placato, il perdono, nel nome del tuo stesso Figlio Gesù Cristo, che vive e regna con Te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Ora Santa
L'origine di questa pra­tica deriva dal desiderio espresso da Gesù a S. Mar­gherita M. Alacoque, quan­do, nella cosiddetta terza apparizione (1674) le do­mandò che tutte le notti tra il giovedì e il venerdì dalle 23 alle 24, prostrata per terra, partecipasse alla sua agonia nell'orto degli ulivi, per placare l'ira di Dio e implorare misericor­dia per i peccatori e per consolare lui nel dolore pro­vato per l'abbandono dei discepoli.

Può essere praticata in pubblico o in privato; nel primo caso in Chiesa, nel secondo caso invece non importa dove. Sempre è prescritto che si impieghi un'ora intera e continua.

La seguente meditazione fu dettata da Gesù a Maria Valtorta il 14 giugno 1944 per l' Ora Santa:

"Se non ti laverò non avrai parte nel mio Regno".

Anima che amo, e voi tutti che amo, udite. Io sono che vi parlo, perché voglio passare con voi quest'ora.

Io, Gesù, non vi allontano dal mio altare anche se ad esso venite con l'anima lesa da piaghe e malattie o avvolta in liane di passioni che vi mortificano nella vostra libertà spirituale, dandovi legati in potere della carne e del suo re: Lucifero.

Io sono sempre Gesù, il Rabbi di Galilea, quello che i lebbrosi, i paralitici, i ciechi, gli ossessi, gli epi­lettici chiamavano a gran voce dicendo: "Figlio di Davide, abbi pietà di me". Io sono sempre Gesù, il Rabbi che tende la mano a colui che affoga e gli dice: "Perché dubiti di Me?". Io sono sempre Gesù, il Rabbi che dice ai morti: "Alzati e vivi. Lo voglio. Esci dal tuo sonno di morte, dal tuo sepolcro, e cammina" e vi rendo a chi vi ama.

E chi vi ama, o miei diletti? Chi vi ama di amore vero, non egoista, non mutabile? Chi vi ama di un amore non interes­sato, non avaro, ma unica sua mèta è quella di darvi ciò che per voi ha accumu­lato e dirvi: "Prendi. È tutto tuo. Tutto questo l'ho fatto per te, perché sia tuo e tu ne goda"? Chi? L'eterno Dio. Ed Io a Lui vi rendo. A Lui che vi ama.

Io non vi allontano dal mio altare. Perché quell'al­tare è la mia cattedra, è il mio trono, è la dimora del Medico che guarisce ogni male. Da qui Io vi insegno ad avere fede. Da qui, Re di Vita, vi dono la Vita. Da qui mi curvo sulle vostre malattie e le risano con l'alito del mio amore.

Faccio più ancora, o figli. Scendo da questo altare e vi vengo incontro. Eccomi che mi faccio alla soglia di queste mie case dove troppo pochi entrano e in meno ancora vi entrano con fede sicura. Eccomi che, figura di pace, mi affaccio sulle vostre vie dove passate accasciati, avvelenati, arsi dal dolore, dall'interesse, dall'odio. Ecco che vi tendo le mani, perché vi vedo vacillare stanchi sotto il peso di macigni che vi siete impo­sti e che hanno preso il posto di quella croce che lo vi avevo data in mano per­ché vi fosse sostegno come lo è il bordone per il pelle­grino. Ecco che vi dico: "Entra. Riposa. Bevi", per­ché vi vedo esausti, asse­tati.

Ma voi non mi vedete. Mi passate accosto, mi urtate, talora per malanimo, talo­ra per offuscamento di vista spirituale, mi guar­date delle volte. Ma sapete di esser sozzi e non osate accostarvi al mio candore di Ostia divina. Ma questo Candore vi sa compatire. Conoscetemi, uomini, che di Me diffidate perché non mi conoscete.

Udite. Io ho voluto la­sciare la Libertà e la Purezza che sono l'atmo­sfera del Cielo e scendere in questo vostro carcere, in quest'aria impura, per aiu­tarvi, perché vi amo. Più ancora ho fatto: mi sono privato della mia libertà di Dio e mi sono reso schiavo di una carne, l'Infinità ser­rata in un pugno di muscoli e ossa, soggetta a sen­tire le voci di questa carne a cui è pena il freddo e il sole, la fame, la sete, la fatica. Tutto potevo igno­rare. Ho voluto conoscere le torture dell'uomo deca­duto dal trono di innocente per amarvi di più.

Non mi è bastato ancora. Ho voluto - poiché per compatire bisogna patire ciò che patisce chi si com­patisce - ho voluto sentire l'assalto di tutti i senti­menti per sentire le vostre lotte, per capire quale astuta tirannide vi pone nel sangue Satana, per comprendere come è facile rimanere ipnotizzati dal Serpente se si abbassano un solo momento gli occhi sul suo sguardo fascina­tore, dimenticando di vivere nella luce. Perché nella luce non vive il serpe. Va nei recessi ombrosi che paiono ripo­santi e sono unicamente insidiosi. Per voi queste ombre hanno nome: donna, denaro, potere, egoismo, senso, ambizione. Vi eclis­sano la Luce che è Dio. In mezzo ad esse è il Ser­pente: Satana. Pare un monile. È la corda per il vostro strangolamento. Ho voluto conoscere ciò perché vi amo.

Non mi è bastato ancora. A Me sarebbe bastato. Ma la Giustizia del Padre poteva dire alla sua Carne: "Tu hai trionfato dell'insi­dia. L'uomo-carne come Te ora, non sa trionfare, e perciò sia punito perché Io non posso perdonare a chi è sozzo". Ho preso su Me le vostre sozzure. Quelle pas­sate, quelle del momento e quelle future. Tutte. Più di Giobbe immerso in un leta­maio putrido per fare velo alle sue piaghe Io fui, quando sommerso dal peccato di tutto un mondo non osavo neppur più alzare gli occhi a cercare il Cielo, e gemevo sentendo pesare su Me il corruccio del Padre accumulato da secoli, cosciente delle colpe avve­nire. Un diluvio di colpe sulla Terra, dalla sua alba alla sua notte. Un diluvio di maledizioni sul Colpe­vole. Sull'Ostia del Pec­cato.

O uomini! Più innocente di un pargolo che la madre bacia al ritorno dal suo battesimo Io ero. E di Me inorridì l'Altissimo perché ero il Peccato, avendo preso su Me tutto il pec­cato del mondo. Ho sudato di ribrezzo. Sangue ho sudato per il ribrezzo di questa lebbra su Me che ero l'Innocente. Il sangue m'ha rotto le vene nello schifo di questo fetido sta­gno in cui ero sommerso. E a compiere questa tortura, a spremere dal cuore il mio sangue, si è unito l'amaro di esser maledetto, perché non ero in quell'ora il Verbo di Dio: ero l'Uomo. L'Uomo. Il Colpevole.

Posso, Io che ho provato, non comprendere il vostro avvilimento e non amarvi perché siete avviliti? Vi amo per questo. Non ho che ricordare quell'ora per amarvi e chiamarvi: "Fra­telli!". Ma chiamarvi così non basta perché il Padre vi possa chiamare: "Figli". Ed Io voglio che così vi chiami. Che fratello sarei se non vi volessi meco nella Casa paterna?

Ecco allora che vi dico: "Venite, che Io vi lavi". Nessuno è tanto lurido che il mio lavacro non lo de­terga. Nessuno è tanto puro da non aver bisogno del mio bagno. Venite. Non è acqua questa. Vi sono fonti di miracolo che sanano le piaghe e i morbi della carne. Ma questa è più di esse. Questa fonte sgorga dal mio petto.

Ecco il Cuore squar­ciato da cui zampilla l'acqua che lava. Il mio Sangue è la più limpida acqua che sia nel creato. In esso si annullano infermità e imperfezioni. E bianca e integra torna la vostra anima, degna del Regno. Venite. Lasciate che Io vi dica: "Io ti assolvo!". Apri­temi il vostro cuore. In esso sono le radici dei vostri mali. Lasciate che lo entri. Lasciate che Io sle­ghi le vostre bende. Vi fanno ribrezzo le vostre piaghe? Viste alla mia luce vi appaiono qual sono: bru­licanti di vermi schifosi. Non le guardate. Guardate le mie. Lasciatemi fare. Ho mano leggera. Non senti­rete che una carezza... e tutto sarà guarito. Non sentirete che un bacio e una lacrima. E tutto sarà mondato.

O come belli sarete, allora, intorno al mio altare! Angeli fra gli angeli del Ciborio. E grande gioia ne avrà il mio Cuore. Per­ché sono il Salvatore e non disprezzo nessuno. Ma sono anche l'Agnello che si pasce fra i gigli, e d'esser circondato di candore mi beo perché per farvi can­didi ho preso vita e ho dato vita.

O come vedo sorridervi il Padre e sfolgorarvi dei suoi fulgori l'Amore, per­ché non siete più macchiati di peccato!

Venite alla fonte del Sal­vatore. Il mio Sangue scenda sull'animo contrito e una voce, in cui è la mia, dica: "Io ti assolvo nel nome del Padre, Figlio e Spirito Santo".

II.

"Uno di voi mi tra­dirà".

Uno di voi! Sì, nella pro­porzione di uno a dodici, uno di voi mi tradisce. Ogni tradimento è più penoso di una lanciata. Guardate l'Umanità del vostro Redentore. Dalla testa ai piedi è tutta una ferita. La flagellazione fa inorridire chi la medita e agonizzare chi la prova. Ma fu strazio di un'ora. Voi che mi tradite mi flagellate il Cuore. Sono secoli che lo fate.

Io vi ho amato. Io vi amo. Io vi compatisco. Io vi per­dono. Io vi lavo, levandomi il Sangue per farvene bagno purificatore. E voi mi tradite.



Non invelenite la sua ferita. E a quelli che mi hanno capito nel mio dolore di tradito, dico: "Uno di voi mi tradirà. Datemi il vostro amore fedele per balsamo". E lo dico a tutti. Ai santi, i prediletti miei come Dio. Ai peccatori, i prediletti miei come Gesù. Perché anche i peccatori, per cui divenni Gesù, possono medicarmi questa ferita.

Siete samaritani? Lo so. Ma la mia parabola parla di un samaritano buono che medica le ferite non medicate dai figli della Legge che passano oltre, assorti nella fretta di ser­vire Dio. Non sanno che Dio si serve più amando che facendo pratiche.

Io sono il Ferito lan­guente sulle vostre vie. I predoni mi hanno assalito e spogliato. I predoni: coloro che indegnamente fruiscono del mio sacrificio di Dio che si fa carne. Mi spogliano: negandomi con le loro eresie molteplici i miei attributi. Spogliano la Verità, perché quella veste fa loro gola perché è splen­dente. Ma non sanno che splende perché è indossata da chi è Sole, e in mano a loro, che la coprono della bava della loro mente superba, diviene straccio qualunque.

La Verità è verità, e di questa luce illumina ogni cosa quando è vista unita a Dio. Divisa, diviene lin­guaggio babelico. Perché la Verità è Scienza e Sapien­za. Ma avulsa da Dio diviene caos.

Voi medicatemi, anche se samaritani. Datemi il vostro olio e vino: l'olio, l'amore; il vino, la contri­zione del vostro io. Medica­temi. Non vi sdegno. La peccatrice che ristora i miei piedi stanchi vi parli e dica se Io sprezzo il pec­catore.

Ma non mi tradite mai più. Andate e non peccate più.

Tutto vi perdono se tutto in voi mi ama. Datemi un bacio sincero. La mia guancia brucia per il bacio dei traditori. Medicatela col bacio della fedeltà.

III.

"Amatevi l'un l'altro come Io vi ho amato".

Dalla cuna alla croce. Da Betlem al monte Oliveto, vi ho amati.

Il freddo e la miseria della prima mia notte nel mondo non mi ha impedito di amarvi collo spirito mio e; annichilendo Me stesso sino a non poter dirvi, Io ­Verbo: "Vi amo", vi ho detto quelle parole con lo spirito mio, inscindibile da quello del Padre e con Esso operante in una attività inesausta.

L'agonia della mia ultima notte sulla Terra non mi ha impedito di amarvi. Anzi ha toccato le vette più alte dell'amore. Anzi ha arso nell'incendio più vivo. Anzi ha consumato tutto quanto non era amore sino a spremere, insieme al ribrezzo per il peccato e al dolore del paterno abban­dono, il sangue dalle mie vene.

Quale amore più grande di quello che sa amare sapendosi odiato? Io vi ho amato così.

Il primo gesto delle mie mani, una carezza. L'ul­timo, una benedizione. E in mezzo a questi due gesti, nato il primo nel buio di una notte d'in­verno, l'ultimo nello splen­dore di un ardente mattino d'estate, trentatré anni di gesti di amore, rispondenti ad altrettanti moti di amore. Amore di miracoli, amore di carezze ai pargoli e agli amici, amore di mae­stro, amore di benefattore, amore di amico, amore, amore, amore...

E amore più che umano nell'ultima Cena. Prima d'essere legate e trafitte, queste mie mani hanno lavato i piedi degli apostoli, anche di colui al quale avrei voluto lavare il cuore, ed hanno spezzato il pane. E mi spezzavano il Cuore con quel pane. Quello vi davo. Perché sapevo prossimo il mio ritorno al Cielo e non volevo lasciarvi soli. Per­ché sapevo come siete facili a dimenticarvi e volevo vi vedeste, fratelli seduti ad un unico desco, intorno alla mia mensa, per dirvi l'un l'altro: "Siamo di Gesù!".

Quale amore più grande di quello che sa amare chi lo tortura? Eppure Io vi ho amato così. E per voi ho saputo pregare mentre morivo.

Amatevi come Io vi ho amato. L'odio estingue la luce. Anche il semplice astio offusca la pace. Dio è pace, è luce, perché Dio è amore. Ma se non amate, e amate come Io vi ho amato, non potrete avere Dio.

Come Io vi ho amato. Per­ciò senza superbie. Da que­sto tabernacolo, da questa croce, da questo Cuore non escono che parole di umiltà.

Sono Dio e sono Servo vostro, e sto qui in attesa che mi diciate: "Ho fame" per darmi Pane a voi. Sono Dio e mi espongo ai vostri occhi su un legno che era patibolo infame, nudo e maledetto. Sono Dio e vi prego di amare il mio Cuore. Vi prego. Per amore vostro, perché se mi amate fate del bene a voi. Io sono Dio. Con o senza il vostro amore sono sempre Dio. Ma voi no. Senza il mio amore siete nulla: pol­vere.

Io vi voglio con Me. Vi voglio qui. Voglio, della vostra polvere, fare una luce di beatitudine. Voglio che non moriate. Ma viviate, perché Io sono Vita e voglio che voi abbiate la Vita.

Amatevi senza egoismi. Sarebbe un amore impuro, destinato a morire di malattia. Amatevi volendo per gli altri più bene di quello che non augurate a voi. È molto difficile. Lo so. Ma vedete questo eucari­stico Pane? Esso ha fatto i martiri. Erano creature come voi: paurose, deboli, viziose anche. Questo Pane ne ha fatto degli eroi.

Nel primo punto vi ho indicato il mio Sangue per vostra purificazione. Al terzo punto, per fare di voi dei santi, vi indico questa Mensa e questo Pane. Il Sangue da peccatori vi ha fatto giusti. Il Pane da giu­sti vi fa santi. Un bagno monda ma non nutre. Rin­fresca, ristora, ma non si fa carne nella carne. Il cibo diviene sangue e carne, diviene voi stessi. Il mio Cibo diviene voi stessi.

Oh! pensate! Guardate un piccolo bambino. Oggi mangia il suo pane e do­mani ancora e poi domani, e domani, e domani. Eccolo che si fa uomo: alto robu­sto, bello. È sua mamma che l'ha fatto così? No. Sua madre l'ha concepito, por­tato, dato alla luce, allat­tato e amato, amato, ama­to. Ma il piccolino, se dopo il latte non avesse avuto altro che bagni, baci e amore, sarebbe perito di inedia. Quel piccolo si fa uomo per il cibo da adulto che prende. Quell'uomo è tale perché prende giornal­mente il suo cibo.

Lo stesso è per il vostro io spirituale. Nutritelo del Cibo vero che dal Cielo discende e che dal Cielo vi porta tutte le energie per farvi virili nella Grazia. La virilità sana e forte è sem­pre buona. Guardate come è più facile vedere uno, malazzato, essere aspro e senza compatimento e pazienza. Il mio Cibo vi farà sani e forti nella viri­lità dello spirito, e saprete amare gli altri più di voi stessi, come Io vi ho amato.

Perché, guardate, figli, Io vi ho amato non come uno ama se stesso. Ma più di Me stesso. Tanto che mi sono posto a morte per sal­vare voi dalla morte. Se amerete così, conoscerete Dio.

Sapete cosa vuol dire conoscere Dio? Vuol dire sapere il gusto della vera Gioia, della vera Pace, della vera Amicizia. Oh! L'Amicizia, la Pace, la Gioia di Dio! È premio pro­messo ai beati. Ma esso è già dato a chi ama sulla Terra con tutto se stesso.

L'amore, per essere vero, non è di parole. È di fatti. Attivo come la sua fonte che è Dio. Né mai si stanca di operare neppure per delusioni che vengono dai fratelli. Povero quell' amo­re che cade come uccello dalle ali deboli quando un ostacolo lo ferisce!

Il vero amore, anche se ferito, sale. Con l'unghia e col becco si arrampica, se più non può volare, per non giacere nell'ombra e nel gelo, per essere nel sole, medicina di ogni male. E appena rinvigorito ecco che riprende il volo. E va da Dio ai fratelli e da questi a Dio, angelica far­falla che porta i pollini dei celesti giardini per fecon­dare i terrestri fiori, e porta i profumi, rapiti ai più umili fiori, a Dio per­ché li accolga e li benedica. Ma guai se si allontana dal sole. Il Sole è la mia Eucarestia, perché in Essa è benedicente il Padre, amante lo Spirito, mentre Io, il Verbo, opero.

Venite e prendete. Questo è il Cibo che ardentemente chiedo sia consumato da voi.

IV.

"Se rimanete in Me e rimane in voi la mia Dottrina, vi sarà dato quel che chiedete".

Io scendo in voi e mi fac­cio cibo vostro. Ma, come Centro che Io sono, a Me vi aspiro. "Voi vi nutrite di Me, ma con più ragione Io mi nutro di voi. Le due fami sono insaziabili e con­tinue. La vite nutre i suoi polloni. Ma sono i polloni che fanno la vite. l'acqua nutre i mari, ma sono i mari che nutrono l'acqua, risalendo in evaporazione per scendere di nuovo. Per­ciò voi dovete rimanere in Me come Io in voi. Divisi, non Io, ma voi morreste.

Io sono cibo per lo spirito e cibo per il pensiero. Lo spirito si nutre della Carne di un Dio. Essenza effusa da Dio, non può aver cibo che da ciò che è la sua matrice. Il pensiero si nutre della mia Parola che è il Pensiero di un Dio. Il vostro pensiero! L'intelli­genza è quella che vi fa somiglianti a Dio, perché nell'intelligenza è memo­ria, intelletto e volontà, come nello spirito è somi­glianza per essere spirito, libero, immortale.

Il vostro pensiero, per esser capace di ricordare, intelligere, volere ciò che è bene, deve esser nutrito della mia Dottrina. Essa vi ricorda i benefici e le opere di Dio, chi è Dio, che si deve a Dio. Essa vi fa com­prendere il bene e discer­nerlo dal male. Essa vi fa volere fare il bene. Senza la mia Dottrina divenite schiavi di altre che hanno nome "dottrina", ma sono errori. E come navi senza bussola e timone voi an­date a naufragio. Uscite dalle rotte. E come potete allora dire: "Dio mi ha abbandonato" quando siete voi che avete abbandonato Lui?

Rimanete in Me. Se non vi rimanete, è segno che mi odiate. E il Padre mio odia chi mi odia, perché chi odia Me odia il Padre, essendo Io uno col Padre. Rimanete in Me. Fate che il Padre non possa distin­guere il tralcio dalla vite, tanto il tralcio è uno con essa. Fate che il Padre non possa capire dove finisco Io e cominciate voi, tanto la somiglianza è piena. Chi ama finisce per prendere dell'amato inflessioni, intercalari e gesti. Io voglio che voi siate altret­tanti Gesù. E questo per­ché voglio che voi abbiate quanto chiedete - fusi a Me, non potete chiedere che cose buone - e non abbiate a conoscere ripul­se. E questo perché Io voglio che abbiate più ancora di quanto chiedete, perché il Padre effonde in un continuo flusso d'amore i suoi tesori sul Figlio suo. E chi è nel Figlio fruisce di questa infinita effusione, che è l'amore di Dio che si letifica nel suo Verbo e che circola in Lui. Ora Io sono il Corpo e voi le membra, e perciò la Gioia che mi inonda e viene dal Padre, la Potenza, la Pace, ogni altra perfezione che in Me circola, si trasfonde in voi, miei fedeli che siete parte di Me, inscindibile qui e oltre.

Venite e chiedete. Non abbiate paura di chiedere. Tutto potete chiedere, per­ché Dio tutto può dare. Chiedete per voi e per tutti. Io vi ho insegnato. Chiedete per i presenti e per gli assenti. Chiedete per i passati, i presenti, i futuri. Chiedete per questa

vostra giornata e per la vostra eternità, e per que­sta e quella di chi amate.

Chiedete, chiedete, chie­dete. Per tutti. Per i buoni perché Dio li benedica. Per i malvagi perché Dio li converta. Dite con Me: "Padre, perdona loro". Chiedete: la salute, la pace in famiglia, la pace nel mondo, la pace per l'eter­nità. Chiedete la santità. Sì, anche questa. Dio è il Santo ed è il Padre. Chie­detegli, in un con la vita che vi mantiene, la santità attraverso la Forza che viene da Lui.

Non abbiate paura di chiedere. Il pane quoti­diano e la benedizione quo­tidiana. Non siete tutto corpo, non siete ancora tutto spirito. Chiedete per questo e quello, e vi sarà dato. Non temete di osare troppo. Io per voi ho chie­sto la mia stessa gloria, anzi ve l'ho data addirit­tura, perché siate simili a Noi che vi amiamo e il mondo conosca che siete figli di Dio.

Venite. In questo mio Cuore è il Padre vostro. Entrate, ché Egli vi possa riconoscere e dire: "Si fac­cia gran festa nei Cieli per­ché ho ritrovato un figlio che amavo".

"Ti ho accontentata" dice Gesù. "Ho parlato sempre Io. Ho voluto parlasse la mia eucaristica Voce. Abbiatela per mio regalo. Benedico te e tutti quelli che l'ascolteranno".

La Devozione al Sacro Cuore: potente mezzo di salvezza

Una volta, dice Santa Margherita Maria Alacoque che davanti al Santo Sacramento, si sentì tutta investita da questa Presenza divina, così forte che si dimenticò di se stessa e del luogo dov'era. Allora si abbandonò a questo divino Spirito, consegnando il cuore alla forza del suo Amore. Ma ascoltiamo le stesse parole della Santa: “Lui mi fece riposare a lungo sul suo petto divino e lì mi fece scoprire le meraviglie del suo Amore e i segreti inesplicabili del suo sacro Cuore, che mi aveva sempre tenuto nascosti. Quando me lo aprì per la prima volta, fu in modo così forte e toccante, che non mi lasciò ombra di dubbio, considerati gli effetti che questa grazia produsse in me, al punto che temo sempre di sbagliarmi in tutto quanto dico che è accaduto in me.

Ecco come mi pare che la cosa si sia svolta.” Lui mi disse: « Il mio Cuore divino arde così tanto d'amore per gli uomini e per te in particolare, che, non potendo contenere in se stesso le fiamme della sua carità ardente, deve diffonderle per mezzo tuo e manifestarsi agli uomini per arricchirli dei suoi preziosi tesori. Io te li rivelo, affinché tu sappia che contengono le grazie santificanti e salvifiche necessarie per allontanare gli uomini dall'abisso della perdizione. Ti ho scelta, sebbene tu sia un abisso d'indegnità e ignoranza, per il compimento di questo grande disegno, in modo che tutto sia fatto da me».

Santa Margherita Maria Alacoque ricevette più di 80 Promesse dal Sacro Cuore di Gesù. Queste sono usualmente sintetizzate in un elenco (vedi sopra) di 12 Promesse che il Signore fa a coloro che onorano il suo Sacro Cuore.

Conferme dell'autenticità della 12° promessa del Sacro Cuore (detta anche Grande Promessa):
-
La Madre di Dio apparve con il titolo di Vergine della Rivelazione a Roma - alle Tre Fontane - a Bruno Cornacchiola, blasfemo ed eretico protestante, il 12 aprile 1947 e disse: "I nove primi venerdì del Sacro Cuore di Gesù che la tua fedele sposa ti fece fare prima di entrare nella via della menzogna ti hanno salvato. Frequentate i Primi Venerdì del mese perchè è una promessa del Cuore di Mio Figlio”.

- Sempre la Vergine Santissima, apparendo a Belpasso (Catania) l'8 dicembre 1986 a Rosario Toscano, disse: "Gesù tante volte è lasciato abbandonato e poco riverito in certi tabernacoli, Egli però, nella Sua Infinita Misericordia, promette l'assistenza in punto di morte a chi ogni Primo Venerdì del mese, per nove mesi consecutivi, si confesserà e si comunicherà".

Lo Scudo del Sacro Cuore

Il Signore chiese a Santa Margherita Maria Alacoque di fare degli Scudi con l’Immagine del Sacro Cuore, affinché tutti coloro che avessero voluto rendergli onore lo potessero mettere nelle loro case, e altri più piccoli da portare addosso. Così nel lontano 1686 nasceva la Devozione dello Scudo del Sacro Cuore, che fu iniziata dalla Santa e dalle sue novizie, e successivamente fu autorizzata in tutti i monasteri della Visitazione.

Nel 1870 Pio IX approvò definitivamente questa pia pratica, precisando: «Benedico questo scudo e assicuro che tutti quelli che verranno fatti in conformità a questo modello riceveranno la stessa benedizione, senza bisogno che un sacerdote la rinnovi».

Lo Scudo del Sacro Cuore è una potente protezione messaci a disposizione contro i rischi che corriamo ogni giorno. Lo possiamo portare indosso, in tasca, nella borsa, nel portafoglio. Così diciamo al maligno: Alt! Si fermi ogni iniquità, ogni passione disordinata, ogni pericolo che ci minaccia dall'esterno e dall'interno perché il Cuore di Cristo ci protegge. Nello stesso tempo è un modo di dichiarare al Signore: ti amo, in Te confido, rendi il mio cuore simile al Tuo.

Un’ altra consorella di Santa Margherita Maria, Sr. Anna Maddalena de Remusat, religiosa di un monastero della Visitazione, salvò Marsiglia dalla peste, con il concorso di Mons. De Belzunce. Ella propagava le SALVAGUARDIE, immagini del Sacro Cuore, con la scritta: “FERMATI! IL CUORE DI GESU’ E’ CON ME. La sua confidenza fu ricompensata: più di una volta la peste è cessata davanti alla Santa Immagine. Ella così domandò la consacrazione effettiva dei fedeli al Sacro Cuore. Mons de Belzunce consacrò Marsiglia al Sacro Cuore nel 1720 e la salvò dalla peste.

…Le salvaguardie (o scudi del S. Cuore) si possono incollare sulle porte di casa, all’interno delle macchine…. etc.

Sr. Anna Maddalena de Remusat, disse alla superiora del Monastero: “Madre, mi avete domandato di pregare Nostro Signore perché si degni di farci conoscere i motivi. Egli desidera che noi onoriamo il Suo Sacro Cuore per ottenere la fine della peste che ha devastato la città. Io l’ho pregato, prima della Comunione, di far uscire dal suo cuore adorabile una virtù che non guarisse solo i peccati dell’anima mia, ma che mi informasse della richiesta che l’ho obbligato a fare. Egli mi ha indicato che voleva purificare la Chiesa di Marsiglia dagli errori del giansenismo, che l’aveva infettata.

In lui si scoprirà il suo cuore adorabile, fonte di ogni verità; Egli domanda una festa solenne, il giorno che Lui stesso ha scelto per onorare il Suo Sacro Cuore e che mentre attende che a Lui si renda questo onore, è necessario che ciascun fedele dedichi una preghiera per onorare il Sacro Cuore del Figlio di Dio. Tutti quelli che saranno devoti a questa devozione (del Sacro Cuore) non mancheranno mai dell’aiuto di questo Divin Cuore, perché mai mancherà di alimentare il nostro cuore del Suo stesso Amore.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù

Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, a gloria del Divin Padre. Amen.

Atto di Consacrazione al Sacro Cuore

Il tuo Cuore, o Gesù, è asilo di pace, il soave rifugio nelle prove della vita, il pegno sicuro della mia salvezza. A Te mi consacro interamente, senza riserve, per sempre. Prendi possesso, o Gesù, del mio cuore, della mia mente, del mio corpo, dell'anima mia, di tutto me stesso. I miei sensi, le mie facoltà, i miei pensieri ed affetti sono tuoi. Tutto ti dono e ti offro; tutto appartiene a te. Signore, voglio amarti sempre più, voglio vivere e morire di amore. Fa o Gesù, che ogni mia azione, ogni mia parola, ogni palpito del mio cuore siano una protesta di amore; che l'ultimo respiro sia un atto di ardentissimo e purissimo amore per te.

Il Magistero pontificio sul culto del Sacro Cuore

1765: Decreto della Congregazione dei Riti approvato da Clemente XII per concedere ai vescovi polacchi, all’arciconfraternita romana del Sacro Cuore e alle religiose dell’Ordine della Visitazione di celebrare la festa liturgica del Sacro Cuore.

1856: Pio IX, con decreto della Congregazione dei Riti, «in risposta alle suppliche dei vescovi francesi e di quasi tutto il mondo cattolico, estende a tutta la Chiesa la festa del Sacro Cuore».

Pio IX nel breve di beatificazione della Santa Visitandina del 19 agosto del 1864, accenna apertamente alla grande apparizione fattale nel 1675 e vuole la consacrazione della Chiesa Cattolica al S. Cuore fissando il 16 giugno 1875.

 

 

1899: Leone XIII promulga l’enciclica Annum Sacrum sulla consacrazione del mondo al Sacro Cuore e la compie personalmente, tanto da ritenerla l’atto più importante del suo lungo pontificato.

S.Pio X
il 19 maggio 1908 approva un atto di consacrazione delle famiglie al Cuore di Gesù che inizia in questi termini: "Cuore di Gesù, Voi av
ete manifestato a S. Margherita Maria il desiderio di regnare sulle famiglie cristiane". Egli stesso compone un atto di consacrazione per sacerdoti che ricorda la promessa fatta agli apostoli devoti del Suo Cuore, di comunicare l'arte di intenerire i cuori più induriti.

Benedetto XV, elevò S. Margherita all'onore degli altari, e volle che nella bolla di canonizzazione si presentassero le rivelazioni di Paray come fatti incontestabili. Il Papa li riferisce dettagliatamente enumerando le più importanti apparizioni; quella del 27 dicembre 1673, la visione delle piaghe gloriose del 1674 e la grande apparizione del 16 giugno 1675, la promessa della penitenza finale per coloro che si comunicheranno i primi venerdì del mese. Così tutto il soprannaturale straordinario di Paray viene esplicitamente descritto e dichiarato autentico dal Papa in una circostanza così solenne con un documento ufficiale.

1925: Pio XI istituisce la festa di Cristo Re con l’Enciclica Quas Primas.

1928: Pio XI pubblica l’enciclica Miserentissimus Redemptor , sul dovere che abbiamo di riparazione verso il Sacro Cuore e parlando del dovere della riparazione verso il Cuore di Gesù, scrive: "I lamenti che, nelle apparizioni a Margherita Alacoque, Gesù fece intendere, i desideri e le richieste che Egli espresse, indirizzandoli agli uomini, per il loro bene, sono ancora ignorati da molti; altri non se ne preoccupano affatto...". Così in altri tratti dell'enciclica riporta scritti e rivelazioni della santa, esaltando le virtù di Margherita Maria, la sua opera di apostola e missionaria del S. Cuore.

1956: Pio XII pubblica l’enciclica Haurietis aquas sul culto al Sacro Cuore, commemorandone l’estensione a tutta la Chiesa della festa liturgica. In essa sviluppa compiutamente gli argomenti teologici sulla devozione e confuta le obiezioni contrarie.

Paolo VI nella sua lettera del 6 febbraio 1965, rifacendosi alle apparizioni della Santa, compendia la sostanza del messaggio di Paray; "il fervore per onorare il Cuore di Cristo, ferito di amore per noi e per riparare in tutti i modi le ingiurie a Lui rivolte".

Giovanni Paolo II
, il primo giugno 1980 nella basilica del S. Cuore a Montmartre concludeva: "Vivete questo messaggio che dal Vangelo di S. Giovanni a Paray-le-Monial ci chiama ad entrare nel Suo mistero. Auguriamoci di poter tutti "attingere con gioia alle sorgenti della salvezza" (Is. 12. 3) quelle che scaturiscono dall'amore del Signore".

2002: Giovanni Paolo II approva e fa pubblicare il documento della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, dove tra l’altro si afferma:
«Non vi è dubbio infatti che la devozione al Cuore del Salvatore è stata ed è tuttora una delle espressioni più diffuse e più amate della pietà ecclesiale. Come hanno spesso ricordato i Romani Pontefici, la devozione al Cuore di Cristo ha un solido fondamento nella Scrittura. La devozione al Sacro Cuore costituisce una grande espressione storica della pietà della Chiesa per Gesù Cristo, suo Sposo e Signore; essa richiede un atteggiamento di fondo fatto di conversione e riparazione, di amore e gratitudine, di impegno apostolico e di consacrazione nei confronti di Cristo e della sua opera salvifica. Perciò
la Sede Apostolica e i Vescovi la raccomandano, ne promuovono il rinnovamento



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CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE

Io..., dono e consacro al Cuore adora­bile di Gesù la mia persona e la mia vita, le mie azioni, pene e sofferenze per non più servirmi di alcuna parte del mio essere, se non per onorarlo, amarlo e glorificarlo.

E' questa la mia irrevocabile volontà: essere tutto suo e fare ogni cosa per suo amore, rinunciando a tutto ciò che può dispiacergli.

Ti scelgo, Sacro Cuore di Gesù, come unico oggetto del mio amore, custode della mia vita, pegno della mia salvezza, rimedio della mia fragilità e inco­stanza, riparatore di tutte le colpe del­la mia vita e rifugio sicuro nell'ora del­la mia morte.

Sii, o Cuore di bontà e di misericordia, la mia giustificazione presso Dio Padre e allontana da me la sua giusta indi­gnazione. Cuore amoroso di Gesù, pon­go in te la mia fiducia, perchè temo tut­to dalla mia malizia e debolezza, ma spero tutto dalla tua bontà.

Distruggi in me quanto può dispiacer­ti. Il tuo puro amore s'imprima profon­damente nel mio cuore in modo che non ti possa più dimenticare o essere separato da te.

Ti chiedo, per la tua bontà, che il mio nome sia scritto in te, poichè voglio vivere e morire come tuo vero devoto. Sacro Cuore di Gesù, confido in te! (Consacrazione di Santa Margherita Maria Alacoque)

CONSACRAZIONE DEL GENERE UMANO

O Gesù dolcissimo, o Reden­tore del genere umano, guarda a noi umilmente prostrati dinanzi al tuo altare. Noi siamo tuoi e tuoi vogliamo essere: e per poter vivere a te più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi oggi spontaneamente si consacra al tuo sacratissimo Cuore.

 

 

Molti purtroppo non ti conob­bero mai; molti, disprezzando i tuoi comandamenti, ti ripudiarono. O benignissimo Gesù, abbi misericordia degli uni e degli altri, e attira tutti al tuo Cuore santissimo.

 

 

O Signore, sii il Re non solo dei fedeli che non si allonta­narono mai da te, ma anche dei figli prodighi che ti abban­donarono; fa' che questi quanto prima ritornino alla casa paterna.

 

 

Sii il Re di coloro che vivono nell'inganno dell'errore o per discordia da te separati; richiamali al porto della verità e all'u­nità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore.

 

 

Largisci, o Signore, incolumità e libertà sicura alla tua Chie­sa, largisci a tutti i popoli la tranquillità dell'ordine; fa' che da un capo all'altro della terra risuoni quest'unica voce: Sia lode a quel Cuore divino, da cui venne la nostra salvezza; a lui si canti gloria e onore nei secoli. Amen.


Devozione al Sacro Cuore e Regno di Cristo

Il 17 giugno 1689, venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini (oggi festa del Sacro Cuore) Santa Margherita Maria Alacoque ricevette rivelazioni per il re Luigi XIV. Il messaggio diceva:“… ecco le parole che ho inteso a proposito del nostro re: - Fai sapere al figlio primogenito del mio Sacro Cuore, che come la sua nascita temporale è stata ottenuta grazie alla devozione alla mia Santa Infanzia, allo stesso modo otterrà la nascita alla grazia ed alla gloria eterna attraverso la consacrazione che farà di se stesso al mio cuore adorabile, che vuole trionfare sul suo, e con la sua mediazione raggiungere quelli dei grandi della terra. Vuole regnare sul suo palazzo, essere dipinto sui suoi stendardi, stampato sulle insegne, per renderlo vincitore su tutti i nemici, abbattendo ai suoi piedi le teste orgogliose e superbe, per farlo trionfare su tutti i nemici della Santa Chiesa – "

«Il Signore desiderava regnare nel palazzo reale e soprattutto nel cuore del Re; voleva che la sua immagine fosse dipinta nelle bandiere, scolpita nelle armi per renderle vittoriose. Inoltre voleva che Gli venisse innalzato un tempio, in cui venisse esposta l'immagine del Sacro Cuore per ricevere la consacrazione e gli onori di tutta la corte. E infine il Signore lo aveva scelto, come suo fedele amico, per impetrare dalla Santa Sede la celebrazione della Messa in suo onore e gli altri privilegi annessi alla devozione al Sacro Cuore».

Se il sovrano francese avesse adempiuto a queste richieste (l'edificazione di una Chiesa dedicata al S. Cuore, l'impegno presso il papa per la proclamazione della festa liturgica del S. Cuore, la consacrazione della Francia al Sacro Cuore e l'inserimento dell'immagine del Sacro Cuore sulla bandiera nazionale), egli avrebbe sconfitto ogni nemico della Chiesa e ristabilito la pace per il popolo cattolico.

il 28 agosto 1689 Santa Margherita scrive:
“il Padre Eterno volendo riparare alle amarezze ed all’angoscia che l’Adorabile Cuore del Suo Figlio divino ha sofferto nelle case dei principi della terra attraverso le umiliazioni e gli oltraggi della sua passione, vuole stabilire il suo impero nella corte del nostro grande monarca, di cui vuol servirsi per l’esecuzione del proprio disegno, che deve compiersi in tal modo: far costruire un edificio dove sarà sistemato un quadro del Sacro Cuore per ricevervi la consacrazione e gli omaggi del re e di tutta la corte. E per di più, volendo il Divino Cuore rendersi protettore e difensore della sua sacra persona contro tutti i suoi amici visibili ed invisibili, da cui vuole difenderlo, e mettere la sua salute al sicuro attraverso questo mezzo … l’ha scelto come suo fedele amico per far autorizzare la messa in suo onore dal Seggio Apostolico ed ottenere tutti gli altri privilegi che devono accompagnare questa devozione al Sacro Cuore, attraverso la quale vuole distribuire i tesori delle sue grazie di santificazione e di salute, spandendo con abbondanza le sue benedizioni su tutte le sue imprese, che farà riuscire a sua maggior gloria, garantendo una felice vittoria alle sue armate, per farle trionfare sulla malizia dei suoi nemici. Sarà dunque felice se prenderà gusto a questa devozione, che gli stabilirà un regno eterno d’onore e di gloria nel Sacro Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo, il quale si prenderà cura d’elevarlo e di renderlo grande in Cielo davanti a Dio suo Padre, nella misura in cui questo grande monarca vorrà innalzarlo di fronte agli uomini dagli obbrobri e dall’annientamento che questo Divino Cuore ha sofferto, procurandogli gli onori, l’amore e la gloria che si aspetta…”

il 15 settembre 1689 il piano torna in una lettera indirizzata a Padre Croiset, il gesuita che pubblicherà l’opera essenziale sulla devozione al Sacro Cuore:

 

“…c’è ancora un’altra cosa che mi preme… che questa devozione corra nei palazzi dei re e dei principi della terra… servirebbe di protezione alla persona del nostro re e potrebbe condurre alla gloria le sue armi, procurandogli grandi vittorie. Ma non è a me che spetta dirlo, bisogna lasciare agire la potenza di questo adorabile Cuore”...

Essendo padre de la Chaise ammonitore del re, la Madre de Saumaise, senza far menzione alcuna di Margherita Maria, voleva valersi dell'opera di quell'insigne religioso della Compagnia di Gesù presso il re. La Madre de Saumaise accettò volentieri l'incarico da parte di suor Margherita Maria Alacoque e credette ispirazione di Dio servirsi, come mediatrice, della Madre Ludovica Croiset, superiora del monastero di Chaillot. Ivi, infatti, era rifugiata l'infelice regina d'Inghilterra, Maria Beatrice d'Este, presso la quale, quand'era duchessa di York, era stato predicatore il padre de La Colombière. Per mezzo di simili appoggi si sperava di aver libero accesso a Luigi XIV ...
... il re Luigi XIV non aderì mai al messaggio fattogli pervenire da Santa Margherita ... il suo successore Luigi XVI fece la consacrazione al Sacro Cuore quando, già prigioniero dei rivoluzionari, era rinchiuso nella torre della Bastiglia.

Dall'insieme delle cose si può però congetturare, che se nella famiglia reale non vi fosse stata nessuna conoscenza del messaggio, Luigi XVI non avrebbe potuto emettere un voto in tal senso. L'infelice re, infatti, si obbligò con voto di impegnarsi affinché in tutta la Francia si istituisse un giorno di festa in onore del Sacro Cuore di Gesù, da celebrarsi in perpetuo, il nono giorno dopo la solennità del Corpus Domini, ed egli stesso e la sua reale famiglia e il regno intero si sarebbero consacrati al divin Cuore. A tempo opportuno, avrebbe fatto costruire e decorare, a sue spese, una cappella o almeno un altare. Nel voto dunque, che nel turbinio della Rivoluzione Francese pronunziò Luigi XVI, sembra quasi descritto quel che per mezzo di Margherita Maria fu ordinato a Luigi XIV...
... ma ormai i mali della rivoluzione francese stavano cambiando il volto della Francia (un tempo anche detta la figlia primogenita della Chiesa)...



L’elaborazione del culto al Sacro Cuore fu sviluppata a Marsiglia da una giovanissima religiosa dell’ordine della Visitazione, suor Anna Maddalena Remuzat, (1696-1730) che fu gratificata da visioni celesti e ricevette da Gesù l’incarico di continuare la missione di Santa Margherita Maria Alacoque. Nel 1720 la suora, che aveva 24 anni, previde che una rovinosa epidemia di peste avrebbe colpito Marsiglia e quando il fatto si avverò disse alla propria superiora: “Madre, mi avete domandato di pregare Nostro Signore perché si degni di farci conoscere i motivi. Egli desidera che noi onoriamo il Suo Sacro Cuore per ottenere la fine della peste che ha devastato la città. Io l’ho pregato, prima della Comunione, di far uscire dal suo cuore adorabile una virtù che non guarisse solo i peccati dell’anima mia, ma che mi informasse della richiesta che l’ho obbligato a fare. Egli mi ha indicato che voleva purificare la chiesa di Marsiglia dagli errori del Giansenismo, che l’aveva infettata. In lui si scoprirà il suo cuore adorabile, fonte di ogni verità; egli domanda una festa solenne il giorno che Lui stesso ha scelto per onorare il Suo Sacro Cuore e che mentre attende che a Lui si renda questo onore, è necessario che ciascun fedele dedichi una preghiera per onorare il Sacro Cuore del Figlio di Dio. Tutti quelli che saranno devoti al Sacro Cuore non mancheranno mai dell’aiuto divino, perché mai mancherà di alimentare il nostro cuore del suo stesso amore” La superiora, convinta, ottenne l’attenzione del vescovo Belzunce, che nel 1720 consacrò la città al Sacro Cuore, stabilendone la festa il 1 novembre. La peste cessò immediatamente, ma il problema si ripresentò due anni dopo e la Remuzat disse che bisognava estendere la consacrazione all’intera diocesi; l’esempio fu seguito da molti altri vescovi e la peste cessò, come promesso.

Nel 1726, sull’onda di questi eventi, venne avanzata una nuova richiesta di approvazione del culto del Sacro Cuore. I vescovi di Marsiglia e Cracovia, ma anche i Re di Polonia e di Spagna, la patrocinarono presso la Santa Sede. L’anima del movimento era il gesuita Giuseppe de Gallifet ( 1663-1749) discepolo e successore di san Claudio de la Colombière, che aveva fondato la Confraternita del Sacro Cuore.

Purtroppo la Santa Sede preferì rinviare ogni decisione per timore d’urtare i sentimenti dei cattolici colti, ben rappresentati dal cardinale Prospero Lambertini, che vedevano in questa forma devozionale un ritorno a quell’irrazionalità sentimentale che aveva prestato il fianco a tante critiche. Anche il processo di canonizzazione della santa, iniziato nel 1715 alla presenza di una vera e propria folla di testimoni diretti, fu sospeso ed archiviato. Più tardi il cardinale fu eletto papa col nome di Benedetto XIV e si mantenne sostanzialmente fedele a questa linea, nonostante sia la regina di Francia, la pia Maria Leczinska (di origine polacca), che il patriarca di Lisbona lo sollecitassero a più riprese ad istituire la festa. A titolo d’accondiscendenza fu tuttavia donata alla regina una preziosa immagine del Cuore Divino. La regina Maria Leczinska convinse il Delfino (suo figlio) ad erigere a Versailles una cappella dedicata al Sacro Cuore, ma l’erede morì prima di salire al trono e la consacrazione stessa dovette attendere il 1773. Successivamente la principessa Maria Giuseppa di Sassonia trasmise questa devozione al figlio, il futuro Luigi XVI, ma questi indugiò incerto, senza prendere una decisione ufficiale.

Nel 1789, un secolo esatto dal famoso messaggio al Re Sole, scoppiò la Rivoluzione Francese. Solo nel 1792, prigioniero dei rivoluzionari, il deposto Luigi XVI si ricordò della famosa promessa e si consacrò personalmente al Sacro Cuore, promettendo, in una lettera tuttora conservata, la famosa consacrazione del regno e la costruzione di una basilica se si fosse salvato… come disse Gesù stesso a Suor Lucia di Fatima era troppo tardi, la Francia fu devastata dalla Rivoluzione e tutti i religiosi dovettero ritirarsi a vita privata.

Nel 1870, quando la Francia viene duramente sconfitta dalla Germania e crolla il Secondo Impero, sono due laici: Legentil e Rohaul de Fleury a suggerire la costruzione di una grande basilica dedicata al culto del Sacro Cuore che rappresentasse un “voto nazionale” manifestando il desiderio del popolo francese di compiere quell’omaggio che i loro capi si erano rifiutati di rivolgere al Redentore. Nel gennaio del 1872 l’arcivescovo di Parigi, Monsignor Hippolite Guibert, autorizzò la raccolta di fondi per la costruzione della basilica riparatrice, stabilendone il luogo di costruzione sulla collina di Montmatre, appena fuori Parigi, dove furono uccisi i martiri cristiani francesi… ma anche la sede del convento benedettino che aveva diffuso la devozione del Sacro Cuore nella capitale. L’adesione fu rapida ed entusiasta: l’Assemblea Nazionale non era ancora dominata dalla maggioranza apertamente anticristiana che si formerà subito dopo, tanto che un piccolo gruppo di deputati si consacrò al Sacro Cuore sulla tomba di Margherita Maria Alacoque (all’epoca non era ancora santa) impegnadosi a promuovere la costruzione della basilica. Il 5 giugno 1891 l’imponente basilica del Sacro Cuore di Montmatre venne finalmente inaugurata; in essa venne stabilita la perpetua adorazione del Cuore Eucaristico di Gesù. Sul suo frontale venne incisa questa significativa iscrizione: "Sacratissimo Cordi Christi Jesu, Gallia poenitens et devota” (al Santissimo Cuore di Gesù Cristo, dedicato dalla Francia penitente e devota).

Il culto del S. Cuore si diffonde in tutto il mondo e in Ecuador nasce la prima "Repubblica del Sacro Cuore": nel 1874 il presidente García Moreno e le massime autorità civili recitano formalmente la consacrazione della nazione al S. Cuore, proclamando "l'aspirazione ad ottenere la conformità dei tre poteri - legislativo, esecutivo e giudiziario - alla volontà del Sacro Cuore".
Il massimo riconoscimento ecclesiastico alla devozione arriva nel 1899 quando Leone XIII, in vista del nuovo secolo, promulga l'enciclica Annum Sacrum formalizzando, anche nel magistero pontificio, la connessione tra S. Cuore e Regno sociale di Cristo: se nei primi secoli della cristianità era stata la Croce a guidare l'imperatore Costantino alla vittoria dice il papa Leone XIII - tocca ora al Sacro Cuore contribuire a ricostruire fecondi rapporti fra Stati e Chiesa. Solo il ristabilimento di un "ordine sociale cristiano" potrà sanare tutti i mali del mondo a cui "socialismo e liberalismo davano risposte inadeguate".

Il 26 novembre del 1916 una giovane francese, Claire Ferchaud (1896-1972) vede il Cuore di Cristo stritolato dalla Francia e sente un messaggio di salvezza: “ …ti comando di scrivere in mio nome a chi è al governo. L’immagine del mio cuore deve salvare la Francia. Tu la invierai a loro. Se la rispetteranno sarà la salvezza, se la pestano sotto i piedi le maledizioni del Cielo schiacceranno il popolo…” le autorità, inutile dirlo, tentennano, ma numerosi devoti decidono d’aiutare la veggente a diffondere il proprio messaggio: tredici milioni d’immagini del Sacro Cuore e centomila bandiere raggiungono il fronte e si diffondono fra le trincee come una specie di contagio.

Il 26 marzo 1917 a Paray le Monial si provvede alla benedizione solenne delle bandiere nazionali della Francia, Inghilterra, Belgio, Italia, Russia, Serbia, Romania, tutte con lo scudo del Sacro Cuore; la cerimonia si tiene nella Cappella della Visitazione, sopra le reliquie di Margherita Maria. Il cardinale Amette pronuncia la consacrazione dei soldati cattolici.

Dal maggio di quello stesso anno il diffondersi della notizia delle apparizioni di Fatima dona impulso al cattolicesimo e persino negli Stati Uniti si organizzano giornate di preghiera.

Ma con grande meraviglia di tutti, la Francia si oppone nettamente a questa linea: a Lione la polizia perquisisce la libreria cattolica della vedova Paquet, requisisce tutte le insegne del Sacro Cuore e proibisce di procurarsene altre. Il 1° giugno i prefetti proibiscono l’applicazione dell’emblema del Sacro Cuore alle bandiere, il 7 il ministro della guerra, Painlevé proibisce attraverso una circolare la consacrazione dei soldati. La motivazione addotta è la neutralità religiosa attraverso la quale è possibile la collaborazione con paesi di fedi diverse.

I cattolici però non si fanno intimidire. Al fronte si fondano vere e proprie leghe per la circolazione clandestina di gagliardetti in speciali pacchi per biancheria e conserve, che i soldati richiedono avidamente, mentre a casa si consacrano le famiglie.

La basilica di Montmartre raccoglie tutte le testimonianze di miracoli che avvengono al fronte. Dopo la vittoria dal 16 al 19 ottobre 1919 si effettua una seconda consacrazione a cui sono presenti tutte le autorità religiose, anche se mancano quelle civili. Il 13 maggio 1920 papa Benedetto XV canonizza finalmente, nello stesso giorno, Margherita Maria Alacoque e Giovanna d’Arco. Il suo successore, Pio XI dedica alla devozione al Sacro Cuore l’enciclica “Miserentissimus Redemptor” che ne diffonde ormai la conoscenza in tutto il mondo cattolico.

Il 22 febbraio 1931 infine Gesù appare di nuovo a Suor Faustina Kowalska, nel convento di Plok, in Polonia, chiedendo espressamente di far dipingere la sua immagine esattamente come appariva e d’istituire la festa della Divina Misericordia, la prima domenica dopo Pasqua.

 

Nel 1992 Giovanni Paolo II va in pellegrinaggio alla basilica del Sacro Cuore di Montmartre e al monastero di Paray-le-Monial, canonizza il gesuita padre Claude de La Colombière, confessore e direttore spirituale della stessa Margherita Maria Alacoque e si reca in visita in Ecuador (1985) dove recita la preghiera di consacrazione della Nazione al Sacro Cuore del 1874.

 

Coroncina al Sacro Cuore di Gesù (cara a Padre Pio)

1. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, chiedete ed otterrete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto!", ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia...
 
Padre Nostro, Ave Maria e Gloria
  Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

2. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà!", ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia...
 
Padre Nostro, Ave Maria e Gloria
  Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

3. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!", ecco che, appoggiato all'infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia...
  Padre Nostro, Ave Maria e Gloria
  Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.


O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, ed accordaci le grazie che ti domandiamo per mezzo dell'Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre.
 S. Giuseppe, padre putativo del S. Cuore di Gesù, prega per noi.

 
Salve o Regina




Video: Meravigliosa Grazia

<h4><span>Video: Meravigliosa Grazia</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

Scudo del S.Cuore

<h4><span>Video: Meravigliosa Grazia</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

GESU' CROCIFISSO E' DIO

<h4><span>Video: Meravigliosa Grazia</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

Il SACRO CUORE di GESU' salvezza delle famiglie e della società

Santa Margherita

<h4><span>Santa Margherita</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

INNO ai SANTI

<h4><span>Santa Margherita</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

SACRO CUORE

<h4><span>Santa Margherita</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

Devoz. al S.Cuore

<h4><span>Santa Margherita</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

Vieni Signore Gesù

<h4><span>Santa Margherita</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

Lettera di P.Lentulo

<h4><span>Santa Margherita</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

Parusia: Ritorno di Gesù

<h4><span>Santa Margherita</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

Gesù Risorto sta per tornare

<h4><span>Santa Margherita</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

DOZULE' : il ritorno del Figlio dell'Uomo

<h4><span>Santa Margherita</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

Il Regno di Dio è il Regno della Divina Volontà

<h4><span>Santa Margherita</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

Festa della Divina Misericordia

<h4><span>Santa Margherita</span></h4> - SACRO CAPO di GESU'

CRISTO RE di tutte le Nazioni

SACRO CAPO di GESU'

Promesse di Gesù

SACRO CAPO di GESU'

Preghiere

SACRO CAPO di GESU'

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Con amore filiale, noi membri del popolo di Dio, professiamo l'obbedienza al Papa, unico successore di Pietro e Vicario di Gesù Cristo che è il Capo della Santa Chiesa Cattolica

SACRO CAPO di GESU'

VENERDI' 18-06-2010: FESTA DEL SACRO CAPO DI GESU'